Contrastare lo stigma, promuovere i diritti e valorizzare la persona: il contributo dell’Associazione a una cultura della salute mentale fondata sulla partecipazione e sull’inclusione.
Il 9 ottobre 2026, presso l’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto, si è svolto il convegno «Contrastare lo stigma attraverso i diritti. Verso una salute mentale partecipativa, orientata alla recovery e all’inclusione», promosso da ASUIT e dall’Università di Trento in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.
L’iniziativa, che ha registrato quasi quattrocento iscrizioni, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti della salute mentale, persone con esperienza diretta di sofferenza psichica, familiari, associazioni, cooperative sociali, istituzioni e cittadini, nella prospettiva di costruire una cultura della salute mentale sempre più partecipativa e inclusiva.
L’Associazione Anna e Luigi Ravizza ha preso parte all’iniziativa attraverso l’intervento della sua Presidente, Giovanna Crespi, portando il contributo dell’esperienza associativa maturata nell’ambito della sensibilizzazione culturale e del contrasto allo stigma nei confronti delle persone con disturbi psichici e dipendenze.
I lavori, introdotti dal professor Antonio Lasalvia, responsabile scientifico del convegno, hanno affrontato alcuni temi centrali per l’evoluzione dei servizi e della cultura della salute mentale: il superamento dei pregiudizi, il riconoscimento dei diritti, il coinvolgimento attivo delle persone nei percorsi di cura e il valore della recovery.
Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di recovery, inteso non soltanto come miglioramento della sintomatologia clinica, ma come processo personale e sociale attraverso il quale ciascuno può recuperare autonomia, progettualità e partecipazione alla vita della comunità, anche convivendo con una condizione di sofferenza psichica.
Nel corso della giornata sono state inoltre presentate esperienze e iniziative sviluppate sul territorio trentino, tra cui progetti di peer education nelle scuole, attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani e la biblioteca vivente, strumento che favorisce l’incontro diretto con le persone e le loro storie, contribuendo a superare stereotipi e rappresentazioni stigmatizzanti.
La tavola rotonda conclusiva moderata dalla dr.ssa Rita Tosi e dal dr Enrico Zanalda, entrambi partecipanti in rappresentanza dell’associazione Anna e Luigi Ravizza, ha ulteriormente evidenziato l’importanza del dialogo tra istituzioni, operatori, associazioni, familiari e persone con esperienza diretta, riconoscendo a queste ultime un ruolo attivo nella costruzione di servizi e interventi maggiormente rispondenti ai bisogni reali.
Nel suo intervento, la Presidente Giovanna Crespi ha richiamato l’impegno dell’Associazione Anna e Luigi Ravizza nel promuovere una diversa rappresentazione della sofferenza psichica e delle dipendenze, attraverso iniziative culturali, mostre, eventi e occasioni di incontro aperte alla cittadinanza. L’attività dell’Associazione si fonda sulla convinzione che la persona non possa essere identificata esclusivamente con la propria malattia o con la propria storia di dipendenza, ma debba essere riconosciuta nella complessità della propria identità, delle proprie capacità, delle proprie risorse e dei propri talenti.
In questa prospettiva, le iniziative culturali e artistiche costituiscono strumenti concreti di inclusione, capaci di creare occasioni di incontro tra mondi che troppo spesso rimangono separati e di favorire una conoscenza della sofferenza psichica libera da pregiudizi.
È stata inoltre sottolineata l’importanza della dimensione psicosociale della cura, che non può esaurirsi nell’intervento sanitario, ma deve comprendere il recupero delle relazioni, delle opportunità di partecipazione e del riconoscimento sociale della persona così come si è evinto anche dall’intervento della dr.ssa Paola Carrizza e del dr Fabrizio Starace.
Il contrasto allo stigma richiede infatti un impegno condiviso che coinvolga non soltanto i professionisti e i servizi, ma anche il mondo associativo, le istituzioni e la comunità nel suo insieme.
Richiamando un’immagine cara a Madre Teresa di Calcutta, la Presidente ha ricordato come anche una piccola goccia contribuisca a formare il mare: un messaggio che esprime il significato dell’impegno quotidiano dell’Associazione, nella consapevolezza che anche iniziative apparentemente limitate possano contribuire a modificare atteggiamenti culturali e promuovere cambiamenti significativi.
La partecipazione al convegno di Rovereto si inserisce coerentemente nel percorso dell’Associazione Anna e Luigi Ravizza, orientato alla promozione della dignità della persona, alla valorizzazione delle potenzialità individuali e alla diffusione di una cultura della salute mentale fondata sui diritti, sull’ascolto e sull’inclusione.
L’incontro ha confermato l’importanza di affiancare agli interventi clinici iniziative culturali e sociali capaci di contrastare l’isolamento, favorire la partecipazione e restituire centralità alle persone e alle loro esperienze.
L’Associazione Anna e Luigi Ravizza rinnova pertanto il proprio impegno a promuovere occasioni di sensibilizzazione, confronto e partecipazione, nella convinzione che il superamento dello stigma rappresenti una responsabilità collettiva e una condizione essenziale per costruire comunità più inclusive.
Associazione Anna e Luigi Ravizza – ETS